Iniezioni di resine espandenti: perché 2 resine sono meglio di 1?

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Una vecchia pubblicità diceva, se non ricordo male “two gust is megl he one”. Ma vale anche per i consolidamenti?

O meglio usare 2 tipi di resine in fase di iniezione consente di ottenere un consolidamento del nodo terreno fondazione migliore?

Noi di SYStab siamo convinti di sì. Ma facciamo un passo indietro. La tecnica di consolidamento con iniezione di schiume poliuretaniche espandenti si basa su questi punti:

  • iniettare nel terreno un materiale con alto potere espandete che può quindi compattare il terreno
  • le resine iniettate riempiono i vuoti
  • una volta terminata l’espansione abbiamo un materiale inerte con ottime caratteristiche meccaniche
  • il materiale iniettato è stabile, ecocompatibile e molto durevole nel tempo in quanto nel terreno non ha antagonisti
  • l’intervento è tanto più efficace quanta più resina riesco a iniettare nel volume di terreno significativo per la struttura da consolidare (il cosiddetto bulbo delle tensioni ovvero quel volume di terreno sotto la fondazione, in cui viene scaricato oltre il 90% del peso del fabbricato sovrastante).

Verrebbe da dire: tutto chiaro, una volta individuato il prodotto giusto da iniettare il gioco è fatto! Purtroppo non è così semplice in quanto non dobbiamo dimenticare che il terreno da consolidare ha delle peculiarità:

  • è un materiale eterogeneo e quindi le caratteristiche possono variare da punto a punto
  • se ci sono dei cedimenti differenziali è corretto aspettarsi che alcune zone abbiamo più vuoti e altre meno
  • anche in presenza di indagini geologiche non possiamo conoscere con certezza la situazione del terreno in ogni punto
  • non esistono sistemi sicuri per vedere sotto terra e le più moderne indagini geofisiche danno comunque informazioni soggette a interpretazione e spesso non affidabili al 100%

a questo aggiungo che possiamo usare resine con caratteristiche molto diverse e ognuna di loro ha vantaggi e svantaggi in funzione della condizione di terreno in cui le vado ad iniettare:

  • una resina ad alto potere espandente è indicata per compattare terreni anche in presenza di pochi vuoti macroscopici e permeabilità bassa, per contro può essere poco controllabile e dare origine a materiali poco densi se siamo in presenza di vuoti importanti o terreni molto compressibili;
  • una resina ad alta densità è molto utile per riempire vuoti importanti senza fughe incontrollate e con una densità finale elevata in ogni situazione e quindi con resistenze meccaniche finali della resina ottimali.

E’ un discorso molto complesso e per farlo comprendere bisogna necessariamente semplificare e schematizzare molto. In ogni caso l’impiego alternato di due tipi di resina come quelli sopra descritti può consentire di ottimizzare i risultati. In funzione delle varie fasi di iniezione e della risposta di struttura e terreno si può in ogni momento cambiare tipo di resina e ciò permette sempre di:

  • avere resine con densità finale elevata: garanzia di alta resistenza meccanica e durabilità
  • non avere fughe incontrollate di materiale
  • ottenere la massima compattazione di ogni terreno.

La ricerca in questo settore è sempre importante e non smettiamo mai di imparare e migliorare la nostra tecnica!

Cristian Setti

Geologo

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