PROBLEMATICA

Si tratta di un classico cedimento da corpo aggiunto, ovvero il movimento differenziale di una porzione di fabbricato aggiunta in un secondo tempo. Nel caso specifico l’assestamento e le crepe sono andate oltre il fisiologico a causa della presenza di terreni molto scadenti e di un piano di posa delle fondazioni più superficiale rispetto al corpo di fabbrica principale. Il dissesto ha quindi determinato la necessità di un intervento di consolidamento del corpo aggiunto.

SOLUZIONE E DESCRIZIONE INTERVENTO

Le indagini geologiche preliminari hanno individuato la seguente stratigrafia:

  • un primo orizzonte di circa 2 metri di spessore costituito da limo sabbioso argilloso molto sciolto
  • un secondo livello di 2,7 m prevalentemente sabbioso con rari livelli argillosi, scarsamente addensato
  • infine un terzo livello di sabbia via via più addensata con la profondità
Si è deciso di intervenire con una tecnica combinata di pali precaricati e iniezioni di resine, eseguendo 9 pali di circa 10 m sui tre lati esterni del corpo aggiunto e le iniezioni di resina espandente sul muro interno. I 9 pali di diametro 114 mm sono stati infissi a contrasto con la struttura e collegati con speciali piastre in acciaio piatte sul fianco della trave di fondazione stessa.

TEMPISTICHE E VANTAGGI RISPETTO A TECNICHE TRADIZIONALI

L’intervento complessivamente ha richiesto 3 giorni lavorativi con l’esecuzione di scavi limitati e senza estrazione di terra né uso di fanghi. L’iniezione delle resine a lenta espansione è stato eseguito con fori di 25mm di diametro senza nessuna necessità di scavi e vista la presenza di terreni molto sciolti in falda ha richiesto l’impiego di resine ad alta densità idonee per espansione in situazione di basso confinamento.

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